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DIPENDENZA AFFETTIVA: OSSESSIONE D’AMORE

La dipendenza affettiva o “love addiction”   è uno stato patologico nel quale la relazione di coppia è vissuta come condizione unica, indispensabile e necessaria, per la propria esistenza;  uno dei partner mostra dipendenza affla difficoltà a porre un confine psichico tra se stessa e l’altro ed a conservare la propria individualità all’interno di un rapporto sentimentale.  Chi vive questo tipo di dipendenza attribuisce all’altro, oggetto d’amore, una importanza tale da annullare se stessi, non ascoltando i propri bisogni e le proprie necessità. L’altro diventa la linfa vitale di cui quotidianamente nutrirsi, condizione indispensabile alla sopravvivenza.

Non sempre  la differenza tra amore e dipendenza affettiva è netta. Può addirittura accadere che i due fenomeni si confondano. La chiave di distinzione sta nel grado di autonomia dell’individuo e nella sua capacità di trovare un senso in se stesso. Diversamente da quanto comunemente si crede, l’amore nasce dall’incontro di due unità, non di due metà. Solo per si percepisce nella sua completezza è possibile donarsi senza annullarsi, senza perdersi nell’altro. Chi è affetto da dipendenza affettiva, non essendo autonomo,  non riesce a vivere l’amore nella sua profondità e intimità. La presenza dell’altro non è più una libera scelta ma  è vissuta come una questione di vita o di morte: senza l’altro non si ha la percezione di esistere. I propri bisogni e desideri individuali vengono negati e annullati in una relazione simbiotica. Tutto questo per evitare di affrontare la paura più grande: la rottura della relazione!I sintomi della dipendenza affettiva sono i seguenti:

  •  terrore dell’abbandono e della separazione
  • evidente mancanza di interesse per sé e per la propria vita
  • paura di perdere la persona amata
  • devozione estrema
  • gelosia morbosa
  • isolamento
  • incapacità di tollerare la solitudine
  • stato di allarme e di panico davanti alla minima contrarietà
  • assenza totale di confini con il partner: la relazione è di simbiosi e fusione
  • paura di essere se stessi
  • senso di colpa e rabbia

Le relazioni che instaurano queste persone non sono casuali, ma soddisfano il bisogno di avere a tutti i costi una relazione, quindi le false lusinghe mosse dall’altro fungono da trappola che li induce ad intraprendere una nuova relazione. L’altro, persona forte e sicura di sé, tronfio del suo enorme ego, funziona da specchietto per le allodole. La dipendente affettiva pensa al brillante futuro di protezione che potrebbe avere con questa persona che, a sua volta, si ingaggia in una relazione affettiva con questa tipologia di soggetto solo perché ha bisogno di sottomettere qualcuno su cui esercitare la propria superiorità.

Sono dunque atteggiamenti e comportamenti che si incastrano perfettamente: il manipolatore sceglierà una compagna sottomessa e insicura nella quale saprà trovare a poco a poco la zona vulnerabile che consentirà l’instaurarsi di un rapporto di dipendenza; l’area di vulnerabilità funge da gancio di traino, meglio lo aggancio più sottometto l’altro che, a sua volta, soffre e per paura di sganciarsi si lascia tirare sempre di più (spesse volte fino al punto di ricevere danni fisici).

Dove affonda le radici la dipendenza affettiva?                                       

Le cause della dipendenza affettiva vanno ricercate in particolari dinamiche familiari che hanno portato la persona dipendente a costruirsi un’immagine di se come di persona inadeguata, indegna, dove la misura della propria autostima è nella capacità di sacrificarsi per la persona amata.

Tra le peculiarità della storia personale e familiare condivise da chi è coinvolto in un problema di “love addiction” ci sono:

  • la provenienza da una famiglia in cui sono stati trascurati, soprattutto nell’età evolutiva, i bisogni emotivi della persona in virtù dei bisogni materiali;
  • una storia familiare caratterizzata da carenze di affetto autentico che tendono ad essere compensate attraverso una identificazione con il partner, un tentativo di salvare lui/lei che in realtà coincide con un tentativo interiore di salvare se stessi;
  • una tendenza a ri-attribuirsi nella propria vita di coppia, più o meno inconsapevolmente, un ruolo simile a quello vissuto con i genitori che si è tentato a lungo di cambiare affettivamente, riprovare per ottenere un cambiamento nelle rispetto al passato;
  • l’assenza nell’infanzia della possibilità di sperimentare una sensazione di sicurezza genera un bisogno di controllare in modo ossessivo la relazione e il partner, che viene nascosto dietro un’apparente tendenza all’aiuto dell’altro.

Per questo, la dipendenza si alimenta e si nutre del rifiuto, della svalutazione, dell’umiliazione, del dolore: non si tratta di provare piacere nel vivere tali difficoltà, ma di dare corpo al desiderio di essere in grado di cambiare l’altro, di convincerlo del proprio valore, di salvarlo, riuscendo a farsi amare da chi ama solo se stesso. Amare un partner realmente affettuoso e gentile porta ad annoiarsi, invece lo stare sulla corda, il rifiuto, la mancanza di certezza muove il desiderio. Naturalmente, si tratta di valutazioni errate che alimentano e mantengono il disturbo.

Come guarire dalla dipendenza affettiva?

Il principale problema nella risoluzione delle dipendenze affettive è l’ammissione di avere un problema. Esistono infatti dei confini estremamente sottili tra ciò che in una coppia è normale e ciò che diviene dipendenza. La difficoltà nell’individuazione del problema risiede anche nei modelli distorti di amore che possono far ritenere determinati abusi e sacrifici di sé come “normali”. Spesso, paradossalmente, è la “speranza” che fa sopravvivere il problema e che tende a cronicizzarlo: la speranza in un cambiamento impossibile, soprattutto in un contesto relazionale in cui si sono consolidati dei copioni da cui è difficile uscire. Così, paradossalmente, l’inizio del cambiamento arriva quando si raggiunge il fondo e si sperimenta la disperazione, che rappresenta la possibilità di sotterrare le illusioni che hanno nutrito a lungo il rapporto patologico.dip affE’ questo il momento in cui si è più disposti a chiedere aiuto e può essere l’occasione per iniziare un percorso psicologico di cambiamento, finalizzato alla costruzione di legami sentimentali più appaganti.

Nel momento in cui il disagio e la sofferenza diventano troppo pesanti, tanto da compromettere seriamente la vita quotidiana, è bene rivolgersi ad uno psicologo. Indicazioni psicologiche importanti possono giungere tramite l’analisi delle relazioni interpersonali passate e presenti attraverso un fiducioso e rispettoso percorso psicologico, una persona dipendente affettivamente può acquisire importanti indicazioni per ricollocare finalmente se stessa al centro della propria vita per concedersi la possibilità di farsi amare in modo sano e diventare sereni.

L’obiettivo del processo terapeutico è rappresentato dall’acquisizione di consapevolezza: scoprire la propria fragilità può trasformarsi in una forza che permetterà di avere una più chiara visione della realtà e di conseguenza darà  alla persona che soffre di dipendenza affettiva la capacità di migliorare la propria vita.

Dr.ssa Vanessa Tartaglia
Psicologa – Psicoterapeuta Albano Laziale
Via Cardinale Altieri 12 Albano Laziale
Via Palazzolo 1/A Roma
Cell. 338.8558488