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Disturbi di Personalità

Un Disturbo di Personalità rappresenta un modello di esperienza interiore e di comportamento che devia marcatamente rispetto alle aspettative della cultura dell’individuo, è pervasivo e inflessibile, esordisce nell’adolescenza e nella prima età adulta, è stabile nel tempo, e determina disagio e menomazione. Questo modello si manifesta in almeno due delle seguenti aree: esperienza cognitiva, affettiva, funzionamento interpersonale e controllo degli impulsi (DSM-IV).

In psichiatria il disturbo di personalità riguarda gli individui i cui tratti di personalità sono disadattivi in modo pervasivo, inflessibile e permanente, e causano una condizione di disagio clinicamente significativa. In genere i sintomi dei disturbi di personalità sono egosintonici (accettabili per la persona) e alloplastici (la persona tende a cambiare l’ambiente, non sé stesso).

Il concetto di “disturbo” è ormai superato: esso come la personalità detta “normale” si forma dai primi anni di vita fino all’età adulta, è quindi appunto di una tipologia o un modello di personalità che bisogna parlare. es. tipo di personalità istrionica, o modello di personalità istrionica. (questo perché non si tratta di una personalità “normale” che ad un certo punto viene e diventa disturbata, ma una personalità che per diversi fattori, ambientali, biologici, traumatici ecc. si forma con schemi e modelli disadattivi)

Il pattern deve presentarsi in un’ampia gamma di situazioni sociali e comportare una condizione di disagio personale, sociale, lavorativo clinicamente significativa, anche se questo non è sempre riconosciuto dal paziente, il quale manca di insight, non si rende conto del proprio impatto sugli altri e non tende a cercare aiuto.

I Disturbi di Personalità non sono caratterizzati da specifici sintomi o sindromi, ma dalla presenza esasperata e rigida di alcune caratteristiche di personalità.

La personalità (o carattere) può essere definita come l’insieme delle caratteristiche, o tratti stabili, che rappresentano il modo con il quale ciascuno di noi risponde, interagisce, percepisce e pensa a ciò che gli accade. È il modo stabile costruito da ciascuno di noi, con le proprie esperienze ed a partire dal proprio temperamento innato, per rapportarsi con gli altri e con il mondo. I tratti che la compongono rappresentano le caratteristiche del proprio stile di rapporto con gli altri. Normalmente questi tratti devono essere abbastanza flessibili a seconda delle circostanze, pertanto in alcuni momenti sarà utile essere più dipendenti o passivi del solito, mentre in altri sarà più funzionale essere seducenti.

I disturbi della personalità sono caratterizzati dalla rigidità e dalla presentazione inflessibile di tali tratti, anche nelle situazioni meno opportune.

Solitamente questi tratti diventano così consueti e stabili che le persone stesse non si rendono conto di mettere in atto comportamenti rigidi e inadeguati, da cui derivano le reazioni negative degli altri nei loro confronti, ma si sentono sempre le vittime della situazione e alimentano il proprio disturbo.

Clinicamente i disturbi di personalità sono raccolti in tre gruppi.

Gruppo A: il comportamento, degli individui che appartengono a questo gruppo, appare bizzarro o eccentrico

  • Disturbo paranoide di personalità: chi ne soffre tende ad interpretare il comportamento degli altri come malevolo, comportandosi così sempre in modo sospettoso.
  • Disturbo schizoide di personalità: chi ne soffre non è interessato al contatto con gli altri, preferendo uno stile di vita riservato e distaccato dagli altri.
  • Disturbo schizotipico di personalità: solitamente è presentato da persone eccentriche nel comportamento, che hanno scarso contatto con la realtà e tendono a dare un’assoluta rilevanza e certezza ad alcune intuizioni magiche.

Gruppo B: gli individui che vi appartengono appaiono amplificativi, emotivi o imprevedibili

  • Disturbo borderline di personalità: solitamente chi ne soffre presenta una marcata impulsività ed una forte instabilità sia nelle relazioni interpersonali sia nell’idea che ha di sé stesso, oscillando tra posizioni estreme in molti campi della propria vita.
  • Disturbo antisociale di personalità: chi ne soffre è una persona che non rispetta in alcun modo le leggi, tende a violare i diritti degli altri, non prova senso di colpa per i crimini commessi.
  • Disturbo istrionico di personalità: chi ne soffre tende a ricercare l’attenzione degli altri, ad essere sempre seduttivo e a manifestare in modo marcato e teatrale le proprie emozioni.
  • Disturbo narcisistico di personalità: chi ne soffre tende a sentirsi il migliore di tutti, a ricercare l’ammirazione degli altri e a pensare che tutto gli sia dovuto, data l’importanza che si attribuisce.

Gruppo C: a questo gruppo appartengono individui che appaiono ansiosi o paurosi

  • Disturbo evitante di personalità: chi ne soffre tende a evitare in modo assoluto le situazioni sociali per la paura dei giudizi negativi degli altri, presentando quindi una marcata timidezza.
  • Disturbo dipendente di personalità: chi ne soffre presenta un marcato bisogno di essere accudito e seguito da parte degli altri, delegando quindi tutte le proprie decisioni.
  • Disturbo ossessivo-compulsivo di personalità: chi ne soffre presenta una marcata tendenza al perfezionismo ed alla precisione, una forte preoccupazione per l’ordine e per il controllo di ciò che accade.

E’ assolutamente normale, leggendo i disturbi elencati, riconoscere alcune delle caratteristiche di uno o più di essi come proprie. Ciò non indica ovviamente la presenza di un disturbo. Occorre infatti differenziare i concetti di disturbo e tratti di personalità: questi ultimi sono modi costanti di pensare e rapportarsi nei confronti dell’ambiente e di se stessi che si manifestano in diversi contesti sociali e personali.

Solo quando questi diventano rigidi e non adattivi e causano una compromissione del funzionamento dell’individuo o una sofferenza significativa, si parla di disturbo di personalità. E’ sempre buona regola evitare le “autodiagnosi” ed affidarsi per questo al professionista.

Disturbo paranoide

Si manifesta con la sospettosità e diffidenza pervasiva nei confronti degli altri. Si manifesta con quattro o più delle seguenti caratteristiche:

  • sospetto immotivato di essere danneggiato, sfruttato o ingannato;
  • diffidenza verso la lealtà o affidabilità di amici e colleghi;
  • riluttanza a confidarsi per il timore che le informazioni possano essere usate contro di lui;
  • tendenza a trovare significati nascosti o minacciosi nei rimproveri o eventi benevoli;
  • tendenza a portare rancore;
  • percepisce attacchi al proprio ruolo ed è pronto a reagire contrattaccando;
  • sospettosità ricorrente e irragionevole verso la fedeltà del partner.

Disturbo schizoide

Si manifesta con il distacco dalle relazioni sociali ed una gamma ristretta di espressioni emotive in contesti interpersonali. Si manifesta con quattro o più delle seguenti caratteristiche:

  • tendenza a scegliere attività solitarie;
  • assenza di desiderio e di piacere per le relazioni strette, incluse quelle familiari;
  • mancanza o poco interesse per le esperienze sessuali;
  • mancanza di piacere nelle attività;
  • mancanza di amici stretti fatta eccezione per parenti di primo grado;
  • indifferenza verso lodi o critiche degli altri;
  • freddezza emotiva, distacco o affettività appiattita.

Disturbo schizotipico

Si manifesta con una incapacità a costruire relazioni interpersonali significative, distorsioni percettive e cognitive ed eccentricità del comportamento. Si manifesta con cinque o più delle seguenti caratteristiche:

  • idee di riferimento;
  • credenze strane o pensiero magico che influenzano il comportamento e che sono in contrasto con la cultura dell’individuo;
  • esperienze percettive insolite;
  • pensiero e linguaggio strani (ad esempio vago, metaforico o stereotipato);
  • sospettosità o ideazione paranoide;
  • affettività inappropriata;
  • comportamento o aspetto strani, eccentrici;
  • assenza di amicizie strette, intime;
  • eccessiva ansia sociale associata a preoccupazioni paranoidi.

Disturbo antisociale

Si manifesta con comportamenti di inosservanza e violazione dei diritti degli altri. Si manifesta con tre o più delle seguenti caratteristiche:

  • incapacità a conformarsi alle norme sociali per ciò che concerne il comportamento legale;
  • disonestà per profitto o piacere personale;
  • mpulsività o incapacità a pianificare;
  • irritabilità e aggressività;
  • inosservanza della sicurezza propria e degli altri;
  • irresponsabilità abituale;
  • mancanza di rimorso.

Disturbo borderline

Si manifesta con l’instabilità delle relazioni interpersonali, dell’umore e dell’immagine di se, e una marcata impulsività. Si manifesta con cinque o più delle seguenti caratteristiche:

  • evitamento di un reale o immaginario abbandono;
  • relazioni interpersonali instabili e intense, con alternanza tra estremi di idealizzazione e svalutazione;
  • alterazione dell’identità: percezione di se instabile;
  • impulsività in almeno due aree dannose per il soggetto (abuso di sostanze, guida spericolata, sesso, ecc.);
  • minacce, comportamenti suicididari o comportamento automutilante;
  • instabilità affettiva;
  • senso di vuoto;
  • rabbia immotivata e intensa o incontrollabile;
  • ideazione paranoide.

Disturbo istrionico

Si manifesta con la ricerca di attenzione e la presenza di eccessiva emotività. Si manifesta con cinque o più delle seguenti caratteristiche:

  • disagio quando non è al centro dell’attenzione;
  • interazione con l’altro caratterizzata da comportamento sessualmente seducente o provocante;
  • espressione delle emozioni mutevole e superficiale;
  • uso dell’aspetto fisico per attirare l’attenzione;
  • stile dell’eloquio impressionistico e privo di dettagli;
  • tendenza alla teatralità ed espressione esagerata delle emozioni;
  • suggestionabilità (si lascia facilmente influenzare);
  • tendenza a considerare le relazioni con gli altri più intimi di quanto siano realmente.

Disturbo narcisistico

Si manifesta con la tendenza alla grandiosità, necessità di ammirazione e mancanza di empatia. Si manifesta con cinque o più delle seguenti caratteristiche:

  • sensazione di grandiosa importanza;
  • fantasie di successo illimitato (potere, bellezza);
  • sensazione di essere unico e speciale;
  • richiesta di ammirazione eccessiva;
  • sensazione che tutto gli sia dovuto;
  • sfruttamento interpersonale;
  • mancanza di empatia (incapacità di riconoscere o identificarsi con i sentimenti degli altri);
  • invidia verso gli altri o convinzione che gli altri lo invidino;
  • comportamenti arroganti e presuntuosi.

Disturbo evitante

Si manifesta con un quadro pervasivo di inibizione sociale, sentimenti di inadeguatezza e ipersensibilità al giudizio negativo. Si manifesta con quattro o più delle seguenti caratteristiche:

  • evitamento di attività lavorative che implicano contatto interpersonale significativo per timore di essere criticato o rifiutato;
  • tendenza ad evitare relazioni a meno che non sia certo di piacere;
  • inibizione nelle relazioni intime per paura di essere ridicolizzato;
  • timore di essere criticato o rifiutato nelle situazioni sociali;
  • inibizione e senso di inadeguatezza nelle situazioni interpersonali nuove;
  • percezione di sè come inetto, non attraente, inferiore agli altri;
  • tendenza ad evitare di assumersi rischi personali o a intraprendere nuove attività.

Disturbo dipendente

Si manifesta con la necessità eccessiva di essere accuditi che determina un comportamento sottomesso e dipendente e paura della separazione. Si manifesta con cinque o più delle seguenti caratteristiche:

  • difficoltà a prendere decisioni quotidiane senza chiedere consigli e rassicurazioni;
  • tendenza a delegare agli altri la responsabilità;
  • difficoltà a esprimere disaccordo per il timore di perdere approvazione e supporto;
  • difficoltà a iniziare progetti o a fare cose in autonomia per mancanza di fiducia nelle proprie capacità;
  • ricerca, a qualsiasi costo, dell’approvazione e del supporto altrui;
  • sensazione di disagio nelle situazioni in cui è solo per il timore di non essere in grado di provvedere a se stesso;
  • ricerca continua di relazioni sentimentali come fonti di accudimento e supporto;
  • preoccupazione irrealistica di essere lasciato a provvedere a se stesso.

Disturbo ossessivo-compulsivo

Si manifesta con un quadro pervasivo di preoccupazione per l’ordine, il perfezionismo e il controllo a discapito della flessibilità, dell’apertura e dell’efficienza. Si manifesta con quattro o più delle seguenti caratteristiche:

  • eccessiva attenzione per dettagli, regole, ordine, organizzazione tanto da perdere di vista lo scopo dell’attività;
  • perfezionismo che interferisce con il completamento dei compiti;
  • dedizione eccessiva al lavoro fino all’esclusione di attività di svago e di amicizie;
  • eccessivamente coscienzioso e inflessibile rispetto ad etica, valori e morale;
  • incapacità a disfarsi di oggetti inutili o senza valore (neanche affettivo);
  • difficoltà nel delegare compiti ed al lavoro in equipe;
  • tendenza all’avarizia e all’accumulo di denaro in vista di catastrofi future previste;
  • rigidità e testardaggine.